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Discussioni Musicali |
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Diether de la Motte
5.03.06 Dal Manuale d'Armonia di de la Motte. Pag. 75: Come si è visto, nel 1600 su un suono del basso si costruiva o una terza e quinta o una terza e sesta. In un accordo di sesta così formato si poteva raddoppiare qualunque suono, mentre nell'accordo di terza e quinta si raddoppiava senza eccezione la fondamentale. (...) L'epoca bachiana rappresenta una situazione di transizione. Essa impiega gli accordi di sesta per lo più già nel senso di rivolti e sembra legittimo attribuire loro lo stesso significato funzionale dei corrispondente accordi alla stato fondamentale. (...) Però per quanto riguarda le regole sui raddoppi vale ancora ciò che vigeva nel 1600 (...) Pag. 86: Parlare di sesta aggiunta a una triade, come fanno tutti i manuali di armonia che prendono le mosse da quest'ultima, non è poco problematico, perché la sesta in sostituzione della quinta rappresenta una forma antichissima di cadenza, nata in un'epoca in cui sopra il basso si poteva costruire sia una terza e una quinta sia una terza e una sesta (all'epoca di Bach nella S6 [sottodominante con terza e sesta] viene per lo più raddoppiata la fondamentale della funzione armonica, nel 1600 in questo come in tutti gli accordi di sesta veniva raddoppiato uno qualsiasi dei tre suoni dell'accordo) Dunque de la Motte prima dice che che durante l'epoca di Bach -per quanto riguarda le regole sui raddoppi vale ancora ciò che vigeva nel 1600- cioè -In un accordo di sesta così formato si poteva raddoppiare qualunque suono- e poi dice che -all'epoca di Bach nella S6 [sottodominante con terza e sesta] viene per lo più raddoppiata la fondamentale della funzione armonica- Nel prossimo post parlerò dei raddoppi dei suoni negli accordi.
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