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Discussioni Musicali |
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BEETHOVEN STUDI-LA...
27.01.04 BEETHOVEN STUDI-LA RISPOSTA NELLA FUGA La parte terza degli Studii di Beethoven tratta lo studio dell'imitazione e della fuga. In particolare il capitolo II° inizia con lo studio della risposta nella fuga. La fuga è un'imitazione severa, quando la prima parte chiamata Dux ha emessa una frase, la quale viene imitata dalla seconda alla quinta superiore, alla quarta inferiore, e qualche volta all'ottava superiore o all'inferiore. Questa dicesi Comes (...) Quando il tema comincia alla tonica e termina alla dominante, la risposta deve tornare da questa a quella. (...) Per uniformarsi alla regola la quale prescrive che la tonica si cangi in dominante, e questa in tonica, si è inevitabilmente costretti a cangiare una nota nella risposta (...) Beethoven quindi da indicazioni simili alle regole generali sulla risposta; presenta tutta una serie di risposte in relazione alla mutazione della seconda in terza e viceversa, della terza in quarta e viceversa e così via fino alla settima in ottava. Presento qui alcune risposte definite false dal Fetis ed una che non capisco e di cui mi sono permesso una diversa interpretazione! 1- Il commento del Fetis alla prima risposta considerata falsa è il seguente: Questa ripetizione di nota non vale nulla; la vera risposta è: Le risposte (blu) che seguono il tema ,soggetto, (rosso) sono di Beethoven, le altre risposte sono messe sotto quelle di Beethoven e ne è indicato il relatore. Le crocette sopra le note indicano dove avviene la mutazione e sono di Beethoven. 1- Il primo soggetto in DOM con moto discendente dalla dominante verso la tonica. Alla dominante Beethoven risponde con la tonica. Dopo aver sentito la dominante, se il soggetto non porta alterazioni di questo tono, viene considerato nuovamente appartenente al tono principale del soggetto. Quindi a queste note si risponde con quelle appartenenti alla scala di dominante, alla seconda nota del soggetto FA, IV° grado in DOM si risponde con il IV° grado della scala di dominante DO in SOLM. Qui avviene la prima mutazione, e nella risposta, verificandosi una contrazione di intervallo, siamo costretti a ripetere la medesima nota (prima crocetta). Non è questa la ripetizione a cui si riferisce il Fetis. Dato che l'ultima nota del soggetto è la tonica e le note che la precedono appartengono al suo tono, nella la risposta essendo già tornati (con la mutazione) al tono della dominante non c'è necessità di ulteriori mutazioni. Beethoven compie una seconda mutazione al secondo movimento della seconda battuta della risposta (vedi crocetta). Effettivamente una risposta incomprensibile. Ricordo che questi studi non sono stati concepiti come una trattazione teorica ma appunto come "studi" e penso quindi che non siano stati sottoposti ad una verifica. 2- Il secondo soggetto non è corredato da note, ma personalmente non capisco completamente questa risposta (senz'altro per la mia limitatezza) ed ho provato a darne una. Il soggetto si muove in REm, apre sulla dominante e chiude sulla tonica. Dopo la dominante normalmente si torna al tono della tonica, ma in questa testa di soggetto, l'introduzione della sensibile e la successiva ripercussione della dominante portano il tono della dominante sino al primo movimento della terza battuta. Beethoven interpreta la prima nota dopo la dominante nel tono principale mentre a me sembra che tutta la cadenza appartenga al tono della dominante che si conclude sul La della terza battuta. Ad essa io ho risposto con il tono principale senza mutazioni. Dato che il soggetto chiude con la tonica risponderemo con la dominante. Le note precedenti del soggetto appartengono alla cadenza di tonica, quindi la mutazione avviene sul secondo movimento della terza battuta come indica Beethoven. 3- Questo soggetto dominante va dalla tonica alla dominante in LAm e Fetis commenta: Questa risposta è falsa abbisognava (Fetis): Il problema è sempre quello di stabilire a che tono appartengono le note poste tra la dominante e la tonica, se al tono della dominante od a quello di tonica. Stavolta Beethoven dopo la dominante interpreta il soggetto nel tono principale, dato che l'ultima nota del soggetto è la tonica tutte queste note devono essere interpretate nel tono principale e la risposta di conseguenza nel tono della dominante. Beethoven incomprensibilmente applica ancora due mutazioni. Per me si tratta di un errore di scrittura tantopiù che in questi esempi le mutazioni sono segnate con delle croci ed è segnata solo la prima, quella giusta. 4- Questa risposta tratta dalla una fuga in SOL così è commenta dal Fetis e dal Rossi: Questa risposta è falsa: bisognava(Fetis): Se fosse vero che la risposta del Beethoven è falsa, io credo che dovrebbesi correggere non come dice il Fetis, ma in quest'altro modo (Rossi): Questa risposta non è falsa, è semplicemente una risposta reale, in altri termini Beethoven imita interamente il soggetto alla quinta superiore riproducendone esattamente gli intervalli. Il tema inizia con la tonica e va alla dominante quindi si potrebbe attuare una mutazione di intervalli. Vorrei ricordare che la mutazione non è un obbligo ma solo un procedimento per determinare collegamenti armonici tra soggetto e risposta che si susseguono durante la fuga, e di mantenere l'esposizione tra due toni, tonica e dominante. Quindi raggiungendo la dominante alla seconda nota si potrebbe rispondere al tono principale SOL per poi tornare al tono della dominante RE dato che il soggetto si mantiene nel tono principale. La risposta giusta in questo caso sarebbe quella del Rossi. La risposta del Fetis non tornando, nella risposta, al tono della dominante si mantiene nel tono della sottodominante DO pur portando il FA#. *
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24.01.04 CONTRAPPUNTO E COMPOSIZIONE DI BEETHOVEN (Arnaldo Forni Editore) Gli scritti teorici di Beethoven ci offrono l'eccezionale possibilità di indagare le basi di quei processi compositivi che guidarono uno dei più grandi compositori. Il volume può essere acquistato sul sito http://www.musigramma.com/it/home.asp , a me è arrivato stasera e l'emozione nello scorrerlo è stata forte. Mentre la seconda parte che riguarda il Contrappunto e la Fuga è più organica, la prima si presenta sotto la forma di appunti. Il testo è corredato da note di F.J. Fetis (musicologo e compositore) ed alcune volte anche del traduttore italiano L.F. Rossi. Le note del Fetis in particolare risentono di un dogmatismo scolastico mi sembra fuori luogo per un'opera che nasce dalla viva esperienza musicale, nonostante questo possono introdurre un ulteriore strumento di comprensione e può accadere che Fetis indichi un passo dove Beethoven non è stato chiaro ed a sua volta Rossi definisca la nota del Fetis poco chiara! Inoltre sia la traduzione che le note sono scritte in un italiano arcaico, penso della prima edizione.
Riporto qui alcune note del Fetis e del Rossi (anche divertenti), su di esse farò alcuni post.
- Beethoven non aveva idee chiare quanto al pedale: non sapeva ch'esso non è il vero basso dell'armonia, e che questo risiede in una delle parti d'accompagnamento. Tuttavia ne aveva qualche vaga nozione, come lo si vedrà in seguito. (Fetis)
- Altro errore di Beethoven; la quarta prodotta da una prolungazione non può ritardar che la terza, e debb'essere alla parte superiore. (Fetis) Non gli credete. (Rossi)
18.01.04 Nel Contrapunctus 12 dell'Arte della Fuga abbiamo una forma di inversione basata sulla relazione Tonica Dominante. Siamo in REm, alla scala ascendente del Rectus corrisponde la scala discendente, partendo dalla dominante, dell'inversus. Il fulcro su cui ruota questa inversione è il III° grado FA.
INVERSIONE TONICA DOMINANTE (Le alterazioni si riferiscono alla scala di REm minore naturale, armonica e melodica.)
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* Anche le modulazioni procedono inversamente, quando il Rectus procede per quinte ascendenti l'Inversus procede per quinte discendenti e viceversa. Modulazione ascendente del Rectus Rectus DO-SOL-RE... Inversus DO-FA-SIb... Modo minore Rectus LA-MI-SI... Inversus LA-RE-SOL... Modulazione discendente del Rectus Rectus DO-FA-SIb... Inversus DO-SOL-RE... Modo minore Rectus LA-RE-SOL... Inversus LA-MI-SI... Nel Contrapunctus 12 in REm, modulando nel Rectus alla quinta ascendente dominante LAm, nell'Inversus modula di conseguenza alla quinta discendente sottodominante SOLm. *
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15.01.04 CONTRAPPUNTO DOPPIO Il contrappunto doppio rappresenta una tecnica compositiva che permette di rivoltare, cioè traspostare al basso od all'acuto, una delle due parti di un contrappunto. Il suo impiego è basilare nella fuga tra soggetto (risposta) e controsoggetto. Dato che il controsoggetto viene sentito contemporaneamente al soggetto ed alla risposta, nell'esposizione e durante la fuga alternandosi in tutte le voci, ciascuno di essi deve rappresentare un basso per l'altro. Il contrappunto doppio può essere effettuato: all'ottava alla nona alla decima all'undicesima alla dodicesima alla tredicesima alla quattordicesima alla quindicesima (doppia ottava) CONTRAPPUNTO DOPPIO ALL'OTTAVA Questo contrappunto, il più facile, consiste nel trasportare una delle parti all'ottava superiore o inferiore. La seguente tabella indica la relazione di intervalli che si ottengono dal rivolto.
Vediamo come l'unisono si trasformi in ottava, la seconda in settima, la terza in sesta etc. Regole da osservare: 1- L'intervallo di quinta deve essere preparato o introdotto di grado. La quinta nel rivolto diventa quarta, intervallo che, nell'armonia classica, con il basso deve essere preparato e risolto. 2- Non è possibile superare l'ottava perché produrrebbe l'incrocio delle parti. *
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8.01.04 Corale BWV 147 * Non avendo saputo rispondere al quesito di Roberto cercherò di supplire a questa mancanza riportando l'inizio del Corale. Una musica veramente bella e semplice, quasi un colloquio, come spesso avviene in Bach si coniuga con il testo. C'è poco da fidarsi di questi traduttori, ma il titolo del corale dovrebbe significare Gesù se rimanete mio amico. Vorrei inoltre far notare come questa musica riproponga la questione di come si debbano eseguire i ritmi in contrasto nel Barocco. L'andamento dei I° e II° violini si muove: i primi in tempo ternario semplice, mentre i secondi in tempo ternario composto. La differenza sta nel fatto che il tempo semplice ha una suddivisione binaria, 1-2, di ciascuno dei tre tempi, mentre il tempo composto ha una suddivisione ternaria, 1-2-3, sempre dei tre tempi. Secondo alcuni critici la prassi barocca prevedeva che l'ultima croma della suddivisione ternaria coincidesse con la semicroma dopo la nota puntata della suddivisione binaria. L'interpretazione scelta da Roberto sembra seguire questo andamento. Vorrei inoltre osservare come la parte della tromba abbia la funzione di raddoppio, per tutto il Corale (ho controllato), della parte del soprano. Roberto ci hai fatto fatto conoscere una bellissima musica, che, devo ammettere, non conoscevo. *
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3.01.04 1- Rappresenta il tema della fuga. (semifrase, frase o periodo) 2- Se si scrive per le voci l'estensione di un soggetto (tra la nota più grave e quella più acuta) non deve oltrepassare l'intervallo di sesta al fine di consentire alla voce che deve fare la risposta di muoversi nella propria tessitura. 3- Un soggetto di fuga troppo lungo presenterebbe delle entrate troppo dilatate nuocendo al processo imitativo. Al contrario un soggetto troppo corto le entrate si susseguono troppo rapidamente. 4- Deve appartenere interamente ad un tono o se modula, modulare alla dominante, tonalità più affine. La regola relativa alla modulazione alla dominante deriva dalla necessità di collegamento tonale delle varie entrate del soggetto e della successiva risposta nell'ambito dell'esposizione, che deve mantenere una coerenza ed una unità tonale oltre che formale. 5- La figurazione ritmica con cui inizia si chiama testa del soggetto. 6- Il soggetto deve poter rappresentare un basso d'armonia, dato che nel corso della fuga si presenterà in tutte le voci. 2- Quando il soggetto non modula la risposta lo imita nel tono della dominante e viene definita fuga reale. 3- Quando il soggetto modula, se la risposta lo imitasse in modo perfetto alla quinta superiore a sua volta modulerebbe alla sua dominante, dominante della dominante del soggetto, il che renderebbe difficile una nuova entrata del soggetto nel tono principale. Si è pertanto stabilito, come convenzione particolare della fuga, che quando un soggetto modula alla dominante, la risposta lo imiterà tornando al tono principale e non alla propria dominante. In questo caso la risposta viene definita tonale. 4- Per mantenere la fuga in stretti rapporti tonali tra tono principale e tono della dominante si è inoltre stabilito che quando il soggetto raggiunge la dominante ad essa si risponderà non con al dominante della dominante ma col I° grado del tono principale. Le altre voci che completano l'armonia stabiliranno se considerarlo IV° grado del tono della dominante o tonica del tono principale. 5- Tutte le volte che il soggetto modula o che raggiunge la dominante avremo un cambiamento di imitazione nella risposta che viene definita mutazione. La dominante avrà un'imitazione reale, senza mutazione, quando si presenta in forma di progressione o come fioritura. REGOLE PER LA MUTAZIONE 1- Quando la Dominante è la prima nota del soggetto le si risponderà con il I° grado del tono principale. Le note successive del soggetto saranno interpretate come note nel tono principale se non portano alterazioni del tono della dominante. Solo nel caso in cui la dominante del soggetto muova alla sottodominante (alterata o no) per tornare alla dominante, queste note saranno interpretate nella risposta nel tono principale del soggetto, con il VII° grado sempre alterato (sensibile). In tutti gli altri casi, ed anche al IV° grado alterato del tono del soggetto, si risponderà con i gradi corrispondenti del tono della dominante. J S Bach Fuga N° XVI del WTC1 *
* Vediamo come in questa risposta Bach risponda alla dominante, RE, prima nota del soggetto, con il I° grado del tono del soggetto, SOL, producendo una mutazione di intervalli. Dato che la risposta entra sull'ultima nota (o penultima a seconda dell'interpretazione), e le ultime due note del soggetto appartengono alla funzione di tonica SOL, se Bach avesse risposto realmente, la prima nota della risposta sarebbe stata La ed avrebbe impedito il collegamento armonico tra soggetto e risposta. Con la mutazione le due funzioni armoniche coincidono. * 2- Dopo aver iniziato con la tonica o la mediante o con qualsiasi altro grado il soggetto va al V° grado direttamente o passando attraverso altre note per concludere il disegno melodico sulla Dominante le si risponderà con il I° grado del tono principale. J S Bach Fuga N° XVIII WTC1 *
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In questo soggetto Bach raggiunge la dominante all'inizio del secondo movimento della seconda battuta ad essa risponde col primo grado del tono principale, e lo considera modulante alla dominante dalla seconda nota del soggetto, considerando la sensibile al primo grado (seconda nota) come fioritura. Le note successive si muovono nella cadenza della dominante con i seguenti bassi fondamentali IV-V(VII)-I. Gedalge nel suo trattato della fuga dà la seguente regola: quando la mota precedente la dominante è la tonica o la mediante le note anteriori alla dominante vengono interpretate nel tono principale del soggetto, in quanto la cadenza si muove su questo grado, mentre se la nota che precede la dominante non è né la tonica né la mediante esse apparterranno alla cadenza della dominante e modulanti a questo tono. 3- Quando il soggetto termina con la dominante le si risponderà con il I° grado del tono principale. *
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